Sorella di Sam Altman aggiorna causa per abusi contro il CEO di OpenAI

La sorella di Sam Altman, Annie Altman, ha presentato martedì, 1° aprile 2026, un'azione rivista presso il tribunale federale di St. Louis, negli Stati Uniti, accusando il CEO di OpenAI di abusi sessuali e stupro che sarebbero avvenuti tra il 1997 e il 2006.
Secondo i documenti del processo, gli abusi denunciati sarebbero iniziati quando lei aveva 3 anni e lui 12, nella casa di famiglia a Clayton, nel Missouri. Sam Altman, oggi 40enne, nega tutte le accuse e ha già intentato una contro-azione per diffamazione basata su dichiarazioni pubbliche di lei tra il 2021 e il 2024.
Il caso ha guadagnato nuovo slancio il 20 marzo, quando il giudice Zachary Bluestone ha respinto le denunce originali per prescrizione, ma ha aperto la strada alla versione aggiornata sotto la legge statale sugli abusi sessuali su minori. In pratica, questa norma permette alle vittime di portare in giudizio anche decenni dopo. Annie Altman ha sfruttato l'opportunità e ha presentato la petizione rivista entro il termine.
La famiglia di Sam Altman contesta le accuse e cita preoccupazioni per la salute mentale di lei, descrivendo il processo come un tentativo di estorsione. Lui, a sua volta, mantiene attiva la contro-azione. Secondo Reuters, gli avvocati dell'esecutivo non hanno commentato immediatamente il nuovo protocollo.
L'episodio arriva in un momento delicato per OpenAI, leader nel mercato dell'intelligenza artificiale generativa con ChatGPT e che attira miliardi in investimenti. Questioni di fiducia nella leadership del CEO erano già emerse in precedenza, come nel suo licenziamento temporaneo da parte del consiglio nel 2023. Ora, con l'avanzare del caso giudiziario, l'attenzione torna sulla governance e l'etica dietro l'azienda che plasma il futuro dell'IA.
Il contro-processo per diffamazione avviato da Sam Altman è anch'esso in corso nello stesso tribunale federale di St. Louis.
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